Errori da evitare

  • COMPRENSIONE RAZIONALE

“Se capisco perché è successo mi passa…”

Pur essendo molto importante comprendere la causa che ci ha procurato il disturbo (possiamo dire che questo è il primo scalino), tuttavia non è sufficiente. Questo perché il disagio si genera non nell’ambito della razionalità (del pensiero conscio), ma in quello emotivo-inconscio. Ciò significa che non ci sarà un vero cambiamento fino a quando non si riuscirà a “dialogare” con il nostro inconscio e rimuovere le cause che hanno generato i disturbi.

  • LA SFIDA

“Mi sento meglio. Voglio provare a vedere se riesco a stare senza terapia…”

E’ l’atteggiamento di molte persone, soprattutto di quelle che non accettano nella maniera più assoluta che possano avere dei sintomi. Vivono questi come la dimostrazione che sono “malate” e questo le porta, appena si sentono un po’ meglio, a sospendere o rallentare la terapia nell’illusione di poter quindi negare la loro “malattia”. E’ un atteggiamento rischioso che potrebbe vanificare quei progressi che al contrario potevano raggiungere.

  • LA RAZIONALIZZAZIONE

“Devo imparare a convivere con i sintomi.”

In questi casi, la persona non immagina che il disturbo possa essere affrontato e “vinto”. Pensa invece che l’obiettivo massimo che può raggiungere sia una “sufficiente convivenza”. Questo lo porta a non impegnarsi completamente nel processo terapeutico e ad “accontentarsi”.


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