In cosa consiste una seduta

Diciamo che, innanzitutto, avviene l’incontro tra il cliente ed il terapeuta. Non è solo un incontro tra “paziente e dottore”, ma tra due persone.

Si chiede quindi alla persona cosa lo ha portato a chiedere un appuntamento. Questo gli consente di descrivere la problematica che lo disturba e, successivamente, di raccontare come si è svolta la propria vita.

Il terapeuta stimolerà il racconto con domande che permettono un approfondimento di alcuni aspetti.
Tutto questo consente al professionista di capire come si è svolta l’esistenza della persona e quali possono essere state le cause della comparsa dei disturbi. A quel punto formulerà un’ipotesi diagnostica e l’intervento necessario.

Sottolineo che in tutto questo processo la persona non è mai passiva, ma partecipa attivamente e coscientemente al processo.

Diciamo infatti che la motivazione del cliente alla guarigione è un elemento determinante.

Ma potremo raccontare le sedute anche in un altro modo, dargli un taglio “diverso” e questo, a me, piace di più perché è meno formale e più sentito.

Allora potremo dire che:

Una seduta è innanzi tutto concedersi un tempo, uno spazio, un’attenzione a Sé stessi.
E’ un dirsi “ci sono anche io, anche io sono importante”;
E’ prendersi una pausa all’ombra di un albero durante un cammino assolato;
E’ un ritrovarsi e ritrovare tante parti di sè dimenticate, scolorite… in sintesi mi viene da scrivere che spesso siamo talmente sopraffatti dal fare che abbiamo perso l’essere (il nostro).

Possiamo ancora aggiungere:

E’ guardarsi dentro con meno paura;
E’ ritrovare sentieri smarriti della nostra vita;
E’ trovare strade che erano lì, davanti a noi, ma non venivano viste;
E’ ricucire le maglie della nostra esistenza, in modo che assumano un disegno armonico;
E’ risentire una nuova pulsazione, quella della vita (la nostra vit
a).